
Editoriale domenicale – Trentino – Alto Adige/Südtirol - Fondatore/direttore der Kreiser

Editoriale domenicale – Trentino – Alto Adige/Südtirol - Fondatore/direttore der Kreiser
Stellen Sie sich einen jungen Unternehmer vor, der vor einem weißen Board und einer Marktfrage steht und einen Chatbot fragt, wie man das Produkt des Jahres auf den Markt bringt. Die KI hört zu, nimmt seine Begeisterung auf und liefert Ideen, die seine Intuition bestätigen – mit Komplimenten für seine Vision und ohne Einwand. Das Gespräch verläuft flüssig, empathisch, fast tröstlich: Aber wo bleiben die Kritik, die Reibung, die Suche nach Schwächen? Kann wirklich Innovation entstehen, wenn die Maschine dir immer recht gibt? ...
Immaginate un giovane imprenditore che, di fronte a una lavagna bianca e a una domanda di mercato, interroga un chatbot su come lanciare il prodotto dell’anno. L’IA ascolta, assimila il suo entusiasmo e restituisce idee che confermano le sue intuizioni, con complimenti per la visione e nessuna obiezione. La conversazione è scorrevole, empatica, quasi consolatoria: ma dove sono finite la critica, l’inconveniente, la ricerca di punti deboli? Può davvero nascere innovazione se la macchina ti dice sempre che hai ragione? ...
Nel mondo di ChatGPT non esistono solo risposte veloci, buone per riempire gli spazi bianchi e placare l’ansia di chi non sa cosa scrivere. Esistono anche versioni derivate, strumenti specializzati che fanno tutto: dallo psicologo online, pronto a elargire consigli generici di benessere emotivo, al consulente tecnico infallibile, capace di snocciolare procedure burocratiche senza fiatare. Tra queste nuove figure virtuali, che stanno colonizzando l’immaginario – e, ahimè, forse anche la realtà operativa – della nostra amministrazione pubblica, spunta la meno probabile di tutte: lo “Scrittore di politiche giovanili ingiacchettato.” Un assistente digitale, si vocifera, che si aggirerebbe nei server della Provincia Autonoma di Bolzano, pronto a redigere documenti e proposte con una precisione formale che solo un algoritmo può garantire. Questo riportato di seguito è il logo del GPT dedicato e edisponibile in CHATGPT. ...
Trento si prepara, silenziosamente ma con febbrile attenzione. Le elezioni regionali non sono ancora imminenti, ma l’aria è già quella delle grandi manovre. Nei partiti si moltiplicano i tavoli di lavoro, le riunioni riservate, le telefonate strategiche. Si misurano i potenziali alleati, si soppesano i nomi, si studiano i messaggi giusti per i diversi territori. È la lunga fase in cui la politica non parla ancora al pubblico, ma si parla addosso, calibrando linguaggi e narrazioni. Tutto lascia intendere che la vera campagna elettorale, quando arriverà, sarà meno una sfida di programmi e più una competizione di racconti: chi saprà costruire la storia più convincente, più emozionale, più “cliccabile”. ...
1. La questione giuridica Lo stile di scrittura può essere soggetto a copyright? La risposta, per il diritto contemporaneo, è controversa. L’opera testuale è tutelata in quanto creazione originale, ma lo stile – inteso come combinazione di scelte lessicali, sintattiche e retoriche – non ha un riconoscimento giuridico autonomo. Eppure è proprio lo stile a costituire l’identità di un autore. Non è forse paradossale che si protegga la trama di un romanzo e non il respiro che la sostiene? ...
Profilazione dello stile I giornalisti, come chi scrive regolarmente, lasciano tracce linguistiche riconoscibili. Queste possono essere analizzate per costruire un profilo del loro modo di scrivere, basato su parametri oggettivi. Per questo progetto ho usato questa semplificazione finale: Tono utilizzato – confidenziale, istituzionale, ironico, autoritario. Forme retoriche ricorrenti – citazioni, parallelismi, domande retoriche, aneddoti. Struttura e sintassi – frasi brevi e dirette o periodi articolati. Strategie persuasive – appello all’autorità, ironia, dati, empatia. Funzione comunicativa prevalente – informare, intrattenere, convincere, guidare. La profilazione deriva dalla raccolta di testi pubblicati e disponibili online. L’analisi è artigianale, ma consente una rappresentazione fedele dello stile. Non si tratta di imitazione generica, ma di modellazione sistematica: più materiale si analizza, più accurato diventa il modello. ...
Bibliografia minima:IA e stili di scrittura Questa selezione raccoglie studi, paper e articoli che raccontano come l’intelligenza artificiale impari e replichi stili di scrittura diversi. L’obiettivo è dare un quadro critico e concreto al mio esperimento: oggi, mentre le tecnologie AI entrano sempre più nelle nostre vite, non restano fuori né il giornalismo né la comunicazione politica. Le fonti qui elencate non sono esaustive, ma organizzate in tabella per renderle semplici da consultare. ...
Uno schermo acceso in una stanza silenziosa. Nasce per il Trentino-Alto Adige/Südtirol un esperimento di «testata» giornalistica online. In un mondo scosso da guerre (anche economiche) e da una tecnologia che corre, spinta dall’Intelligenza Artificiale, proviamo a rimettere al centro il lettore. Il logo richiama lo storico «Der Tiroler» (1882-1914); scriverò in italiano, la mia madrelingua. L’esperimento durerà fino a gennaio 2026, con un tono sobrio, dialogico e attento al mestiere, con l’idea semplice che il lettore venga prima dell’effetto speciale. ...
C’è chi pensa che lo stile sia un marchio personale, un’impronta irripetibile. E chi, invece, lo tratta come un vestito da cambiare a seconda delle occasioni. Nel giornalismo di oggi, stretto tra automazione e ricerca di credibilità, lo stile appare sempre più come un elemento modulabile, quasi “prendibile in prestito”. La sostanza, invece, resta affare del giornalista: verificare i fatti, scavare nelle fonti, ricostruire scenari complessi. È un equilibrio delicato. Da un lato, la scrittura può adattarsi, mescolarsi, persino farsi ibrida – pensiamo agli strumenti linguistici generativi, i cosiddetti LLM, che sono in grado di assemblare testi fluenti attingendo a stili diversi. Dall’altro, resta il compito irrinunciabile di garantire verità, accuratezza, responsabilità. In altre parole: la forma si può prendere in prestito, la sostanza va costruita con metodo. ...
Introduzione Il pastiche non è un piatto francese, anche se il nome inganna. In letteratura indica qualcosa di più raffinato: l’arte di imitare, combinare e travestire i generi. Un mosaico di stili, registri e citazioni che non finge di essere originale in senso assoluto, ma che gioca con ciò che già esiste. Se oggi la parola ci suona postmoderna, sappiate che nasce in epoche remote: il primo vero maestro del pastiche fu Petronio, quel cortigiano raffinato che ci ha lasciato il Satyricon. E che, con un paio di secoli di anticipo, aveva già capito che per raccontare l’uomo bisogna cambiare continuamente maschera. Il pastiche è questo: non travestirsi per nascondersi, ma travestirsi per mostrarsi meglio. ...