Da rabdomante bavarese a guru della Rete: il caso Irlmaier

Alois Irlmaier (1894-1959) era un umile contadino bavarese (e costruttore di pozzi) che dopo la Seconda guerra mondiale divenne famoso come rabdomante e chiaroveggente. Col tempo gli vennero attribuite visioni della “Terza Guerra Mondiale”. Secondo i racconti più noti egli avrebbe previsto un conflitto fulmineo: «tre cunei blindati avanzano immediatamente con la velocità del lampo» su Europa e Italia, suscitando panico collettivo e devastazioni improvvise. La traduzione italiana della sua profezia recita in sintesi proprio questo: al mattino «i bavaresi siedono a giocare a carte… un colonnello nero viene da Est», poi tre colonne corazzate corrono fino al Reno senza preavviso. L’uso di armi chimiche è centrale nell’immaginario catastrofista di Irlmaier: dal cielo «piove polvere gialla in una linea» sulla città d’oro (si intuisce Praga), passando «come un tratto giallo» verso il mare. Dove cade quel «polverone» rimane «tutto morto» – nessun albero, nessuna erba, nessun animale. In breve: il quadro saliente è quello di una guerra-lampo imprevedibile, colonne corazzate russe sulla Germania e l’Italia, follia da panico e “nubi gialle” letali all’orizzonte.

Diffusione nel web negli ultimi 12 mesi

  • Visione spirituale e apocalittica: online proliferano video e blog che presentano Irlmaier in ottica mistica. Un esempio è il sito cattolico “Cammino della Croce Gloriosa”, che descrive i suoi presagi come segnali biblici: «falsa pace», «preludio a una improvvisa Terza Guerra Mondiale», «ritorno di Cristo» e perfino l’avvento di un “Grande Monarca”. Il tono è da predicatore: «Tutti parlano solo di pace, Shalom! È allora che succede», un invito a vegliare spiritualmente. I video su YouTube di questo genere usano grafica apocalittica (fiamme, carcasse di carri armati) e titoli shock (“I 3 giorni di buio stanno arrivando”, “Il drago giallo in Alaska”): guardandoli sembra quasi di seguire una vecchia via crucis in HD.

  • Complotto & geopolitica: altri canali enfatizzano gli aspetti militari e globali. Su Facebook e YouTube fioccano post e video che collegano Irlmaier ai fatti di cronaca più recenti. C’è chi rilancia il presunto “messaggio” del cardinal Viganò (72 ore di buio nel 2025) come conferma profetica, e chi confronta cifre e carte geopolitiche. Alcuni piece giornalistici stranieri hanno ripreso le sue profezie in chiave newsroom: ad esempio un articolo inglese sintetizza così la trama balkan: «Chiama pace… all’improvviso scoppia una guerra nei Balcani, dove due uomini uccidono un alto funzionario… dopo questo omicidio comincia la guerra mondiale». E continua: «un “drago giallo” conquisterà contemporaneamente Alaska e Canada; quando la “città d’oro” sarà distrutta, il conflitto globale inizierà». Queste ricostruzioni alimentano una visione cospiratoria: Irlmaier viene strumentalizzato come profeta dell’antiglobalismo, delle «élite occulte» e dei nuovi signori della guerra.

  • Preppers e sopravvivenza concreta: infine il tema passa nei circoli survival e prepper italiani. Nei forum e canali Telegram dedicati agli scenari apocalittici si commenta che i passaggi di Irlmaier su «polvere gialla» e colline di cadaveri combaciano con l’idea moderna di armi chimico-radiologiche. Diverse testimonianze locali (soprattutto in Alto Adige/Trentino) raccontano di prepper che valutano terreni isolati nelle montagne come “rifugio sicuro” per il peggiore degli scenari. Non a caso anche i media mainstream hanno notato il trend: da qualche anno esiste l’Associazione Italiana Prepper, sorta nel 2019 su una chat Telegram durante la pandemia, che oggi conta sezioni anche a Trento (TN) e Bolzano (BZ). Con un approccio pragmatico – formazione alla sopravvivenza, corsi di primo soccorso in montagna, sicurezza alimentare ecc. – questi gruppi hanno nel loro curriculum anche seminari su incendi, alluvioni, crisi chimiche e radioattive. Per loro le profezie di Irlmaier non sono solo fantasie: sono instructive linee guida distorte, ma che sollecitano l’autosufficienza e l’allenamento al “peggio”.

Il contesto che rende virali le profezie

Perché Irlmaier torna di moda proprio adesso? Non c’è un solo motivo: l’attualità rende tutto più credibile. Da un lato abbiamo decenni di conflitti aperti (guerra in Ucraina, tensioni USA-Russia-Cina, nuovi pericoli in Medio Oriente, sospetto terrorismo), che fanno vivere nel timore di un’escalation nucleare o chimica. Dall’altro il nostro orizzonte è già carico di crisi multiple: pandemia da Covid (poi guerra biologica?), instabilità economica, crollo ecologico. Alcuni analisti notano come oggi le catastrofi reali rispecchino i miti della fine: incendi spaventosi, inondazioni record, uragani sempre più potenti «ricreano visioni apocalittiche» dell’“ultimo giorno”. In pratica le paure (cambiamenti climatici, intelligenza artificiale fuori controllo, collasso finanziario) trovano nel linguaggio di Irlmaier vocaboli ed immagini già pronte all’uso – uno stereotipo finora usato da film e teorie del complotto – e così la catastrofe sembra meno immaginaria. Inoltre il tribalismo digitale amplifica il tutto: ogni rumor può diventare un “trend” virale nel segno del clickbait.

I prepper locali: armi, orti e canederli

L’alone apocalittico non spaventa solo la Rete: scava anche tra i boschi e le malghe trentine. Da queste parti la tradizione dell’“arrangiarsi” in montagna non è nuova: scorte di legna, conserve fatte in casa, percorsi di emergenza in bosco… Ora entra nel quadro pure la profezia di Irlmaier. Alcuni prepper altoatesini, tra un tè d’orzo e un pranzo con i canederli, scherzano (ma neanche troppo) che per sopravvivere all’“evento” useranno la saggezza dei vecchi: come difendersi con lo sciroppo di pino o il paiolo di rame.

Nei forum tedeschi di survival, colonne di camion nemici diventano meme da bar, e addestrarsi con l’ascia da legno è feticismo. Sul piano pratico, però, gli aderenti al movimento prepper lo chiamano «preparazione responsabile», e citano studi e manuali: non vedono Irlmaier come giustificazione religiosa, ma come simbolo di allerta continua. Di fatto l’unica bullettata che tirano giù non è nel cuore dell’Europa, ma nell’archivio dei consigli di autoprotezione: costruire bombole di emergenza (anche biologiche), imparare a fare un orto sul balcone, o comprar terre in quota senza elettricità Insomma, sfruttano la profezia come un evento scaricabile da internet (post-verità che include grafici e videocorsi), ma lo trasformano in esercizio civile di resilienza.

Conclusione

Insomma, siamo alle solite: un po’ moda da Facebook e un po’ spavento reale. Le profezie di Irlmaier – diluite e amplificate dai social – funzionano come un’apocalisse packaged, pronta all’uso, che ognuno può adattare al proprio timore personale. Ma stiamo attenti a non scambiare il marketing del catastrofismo per un progetto di cambiamento profondo. In fondo, le “colonne gialle” sono le stesse che, nel nostro piccolo, ci servono a immaginare un futuro migliore o peggiore? È lecito chiederselo: chi detta i trend della fine del mondo oggi? Noi o un algoritmo?

In ogni caso, dopo aver letto questo articolo – e forse qualche veggente moderno – la palla passa ancora a noi. Chi vivrà vedrà (o forse no).

NOTA: se volete leggere direttamente la profezia (in italiano) la trovate qui: IRLMAIER – WW3 (testo integrale in italiano).

Se invece siete interessati alle istruzioni sulle scorte alimentari della provincia Autonoma di Bolzano le trovate qui: https://protezione-civile.provincia.bz.it/it/preparazione-emergenze-scorte

Der Kreiser in pastiche di Luca Pianesi

Testo sperimentale di scrittura automatica ispirato allo stile dell’autore citato, che non è coinvolto nei contenuti.
La forma è presa in prestito. La sostanza, no.

PROMPT

Scrivi un articolo editoriale approfondito (lunghezza minima 7000-8000 caratteri spazi inclusi) sul tema delle profezie di Alois Irlmaier, analizzando in particolare la loro crescente diffusione nel mondo di lingua italiana nell’ultimo anno. Stile: giornalistico Utilizza lo stile del giornalista Luca Pianesi (il file in allegato ne descrive lo stile) , riflessivo, adatto a una pubblicazione online di approfondimento. L’articolo deve includere i seguenti elementi:

Introduzione al personaggio e alla profezia:

una breve biografia di Alois Irlmaier, chi era, quando visse e in quali contesti fece le sue previsioni. Riassumi in modo chiaro la profezia principale che gli viene attribuita, con enfasi sui passaggi più suggestivi e riconoscibili (la guerra lampo, il caos in Europa, le colonne gialle, la distruzione improvvisa…).

Diffusione recente nel mondo italiano:

analizza come e quanto la profezia si sia diffusa nell’ultimo anno nel web italiano. Cita esempi di video YouTube virali, post su social media, articoli, podcast o community online che hanno discusso la profezia. Fai riferimento al modo in cui viene raccontata e se è più trattata in chiave spirituale, complottista, geopolitica o prepper.

Analisi del contesto attuale:

metti in evidenza quali aspetti della profezia sembrano adattarsi perfettamente ai nostri tempi: crisi internazionali, guerre, insicurezza economica, instabilità politica, pandemie, intelligenza artificiale, clima di paura e disorientamento. Mostra come il linguaggio apocalittico della profezia possa fare presa sulle paure contemporanee.

Il mondo prepper e Irlmaier:

rifletti sul mondo dei “prepper” italiani: chi sono, come si stanno organizzando, e se e quanto la profezia di Irlmaier ha influenzato le loro scelte. Inserisci esempi di forum, gruppi Telegram o YouTube dove si parla esplicitamente della profezia come base per prepararsi (scorte alimentari, rifugi, acquisto terreni isolati, autosufficienza energetica ecc.). Contestualizza nelle Dolomiti tra Trento Bolzano.

Conclusione-riflessione:

chiudi con un’osservazione sul crescente interesse per una vita alternativa: sempre più persone sembrano attratte dall’idea di trasferirsi in montagna, acquistare ruderi e restaurarli per vivere in autonomia. È solo un trend passeggero, una moda “post-apocalittica” alimentata da internet e dalle profezie? O è un vero cambiamento di paradigma? Lascia il lettore con questo dubbio aperto.